Comprendo
il pensiero di tante compagne e compagni che pongono dubbi sul fatto che la
costruzione di un partito non può essere il fine,ma neanche può essere
esclusivamente un mezzo per garantire una collocazione a qualcuno. Vendola ieri
alla trasmissione di Fazio ha espresso un concetto che aveva già espresso
all'inizio dell'avventura di SEL: "a me interessa più la partita che il
partito", certo poi nei fatti anche lui è rimasto prigioniero degli
apparati e dei fantasmi del passato che avevano visto una sinistra fuori dalle
istituzioni democratiche, ma questo è, per l'appunto, un discorso che fa parte
del passato e per definizione non si può cambiare. Pur tuttavia e' anche vero
che il partito è il mezzo costituzionale per raggiungere il fine e se Vendola
non avesse avuto il partito non avremmo senatori e deputati in parlamento,
perché non credo abbia mai pensato di far leva solo sulla sua personalità,
anche questo sarebbe stato un modo per dire che i partiti non servono e allora
l'unica strada percorribile sarebbe stata quella di una democrazia mediatica
che si impernia sui leader, dove la militanza avrebbe perso di senso o meglio
ne avrebbe avuto un altro cioè quello di seguire il capo carismatico, ma a
questo punto avremo parlato non di militanti ma di discepoli o più
prosaicamente di "funzionari", come si chiamavano una volta, o di
impiegati. Io credo che l'unica strada per non vedere sfumare il sogno di tanti
di militare nuovamente in un grande partito della sinistra popolare di governo
sia la costruzione di una nuova forza politica, comprendente oltre SEL e la
cosiddetta "sinistra diffusa" anche e soprattutto il PD, legata al
socialismo europeo.
19-03-2013
Enzo Cilia – consigliere comunale SEL - Vittoria
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