La
federazione provinciale di SEL Ragusa aderisce alla giornata di mobilitazione
contro lo smantellamento della rete ferroviaria nella Val di Noto. Il 17
dicembre rappresenterà il momento per rilanciare l’attenzione nei confronti di
questa autentico scandalo e riaffermare il diritto ad una mobilità sostenibile,
efficiente e pubblica.
In
un momento di crisi economica il treno rappresenta l’alternativa economica e
pulita per lavoratori e studenti pendolari, i quali non vedrebbero più gravare
sulle loro tasche il peso di lunghi spostamenti privati in macchina, oppure non
dovrebbero più affrontare viaggi faticosi sulla nostra rete stradale a dir poco
inadeguata. Inoltre questa scelta appare ancora più priva di logica in
un’ottica di incremento della presenza turistica del territorio provinciale,
soprattutto in virtù della nascita dell’aeroporto di Comiso il quale necessita
per il suo sviluppo di migliori collegamenti.
Non
si contano più le scelte a dir poco omicide nei confronti della nostra crescita
economica fatte da parte della Regione Sicilia. I mancati accordi con il
governo nazionale e con le ferrovie hanno portato alla lenta e costante agonia
di un servizio che è normalmente garantito a tutti i cittadini. Negli anni
abbiamo inoltre riscontrato per sciatteria e incompetenza la scomparsa di
iniziative vincenti, come “Il treno barocco”, oppure all’inabissamento di
proposte di sicuro impatto positivo per la mobilità di Ragusa, come la
metropolitana di superficie, che con una spesa non eccessiva permetterebbe di
decongestionare il traffico cittadino e rendere più fruibili il centro storico
e le periferie come Genisi.
La federazione di SEL mostra la sua forte preoccupazione nei confronti della chiusura delle aree degli scali merci di Ragusa e Modica, aree che stanno per essere messe in vendita tramite asta a privati, con forti rischi per ulteriori speculazioni edilizie in aree devastate dal mattone selvaggio.
Ragusa,
13-12-2013
Il coordinamento provinciale di Sel Ragusa
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