Voglio ricordare una
mia dichiarazione di oramai tre anni fa a ridosso della vittoria del centro
sinistra e del Sindaco Nicosia: “Il risultato elettorale non lascia adito a
dubbi di sorta è una Grande Vittoria della politica, della buona politica.
Per
il centro sinistra vittoriese si chiude in maniera incontrovertibile una
anomala e travagliata pagina politica durata troppo a lungo. I partiti del
centro sinistra che sui contenuti condividono il proprio percorso
politico-amministrativo col centro moderato possono rimettere in moto le
migliori energie della città. Ora l’alleanza delle forze di centro sinistra per
diventare una realtà stabile e non un mero patto elettorale va rinsaldata
costruendola attraverso metodi e procedure comuni. Perciò riteniamo utile e
necessario ribadire che l’azione amministrativa deve basarsi sul comune accordo
politico programmatico che vede come obiettivi principali il rilancio
dell’economia locale e delle infrastrutture ad essa legate, il governo del
territorio ( rifiuti, PRG,…), la difesa dei beni comuni, la partecipazione e la
trasparenza amministrativa. La nostra Vittoria ha sconfitto chi pensava che la
città fosse ferma in un eterno presente senza via di uscita o che, nientemeno,
potesse tornare indietro a modalità di governo autoreferenziali che hanno avuto
a che fare con una visione leaderistica e tribunizia, tutta puntata su singole
personalità al di là della destra e della sinistra fino a rasentare il qualunquismo.
La nostra Vittoria vuole portare al centro il valore dell’autonomia della
politica, una politica in grado di governare i processi economici e sociali
assieme alle grandi contraddizioni presenti nella città e non viceversa. E’ una
grande sfida e una grande responsabilità che ci stiamo assumendo, ma i
cittadini vittoriesi col loro voto ci hanno chiesto di aprire una pagina nuova,
di farla finita coi veleni, di cambiare registro, di ribaltare la nostra
mentalità e il nostro modo di pensare. Occorre in maniera decisa liberare e
dare spazio alle energie assopite, ai giovani, alle donne , occorre dare loro
coraggio e forza per esporsi e liberamente proporsi come nuova classe
dirigente. Io e i miei compagni vogliamo supportare questo processo, abbiamo il
dovere di allargarlo e aiutarlo facendo progredire un dialettica democratica in
grado di avviare una selezione della classe politica futura al rialzo e non al
ribasso come è avvenuto per moltissimi anni. Per fare questo ci vuole una
mission comune, ci vogliono radici e valori forti, ci vogliono grandi ideali e
“grandi ambizioni”. Questo è il compito della Politica, della buona Politica.
Noi ci proviamo”. A distanza di tre anni
da qui bisogna ripartire con la forza di un reset che consenta di uscire dalla
palude e di rilanciare “l’autonomia della politica”, una politica fatte di
buone prassi e soprattutto portata avanti da uomini e donne che si cimentano
con grande disinteresse senza guardare ai loro personali vantaggi immediati. Ci
è stato detto nel primo dei due incontri, presso la sede di SEL, al quale ho
partecipato che c’era diponibilità a rimettere in piedi un’alleanza che si
ri-fondasse sui principi cardine della “condivisione
e della collegialità” e di fronte alla
nostra richiesta di partire da zero nel secondo incontro, nella sede del PD ci
è stato comunicato che il PD aveva deciso di rispondere positivamente a questa
richiesta e che quindi azzerava tutto. A
questo punto si doveva trovare chi avesse l’onere di formulare una proposta
programmatica di fine legislatura e una squadra di governo in grado di portare
avanti quella proposta. Io ho proposto che l’unica persona in grado di fare una
cosa del genere, cioè per essere ancora più espliciti, portasse alla
discussione dei due partiti una ipotesi, ribadisco ipotesi, quindi di per se
stessa valutabile e condivisibile, che tenesse conto delle posizioni politiche
pubblicamente espresse dai rispettivi partiti, potesse essere il Sindaco e su questo c’è stata condivisione dei
presenti delle delegazioni. A questo siamo fermi. Dove sta l’inghippo?
Vittoria, 29-03-14
Enzo Cilia (consigliere comunale)
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