STRATEGIA DEL PARTITO DEMOCRATICO IN CONSIGLIO COMUNALE:
FUGA CAUTELATIVA
Mutata
la maggioranza numerica in Consiglio, quale che essa sia, la democrazia vuole
che le commissioni ne rispecchino la rappresentanza secondo il rigoroso
principio della proporzionalità. Un principio tanto elementare quanto
essenziale perché democratico, ma non per il PD vittoriese.
Dopo
estenuanti analisi e provocazioni politiche da parte dei consiglieri PD,infarcite
da retorica obsoleta ma utile solo a creare ritardi e pretesti, le truppe
residue consiliari del PD, dopo avere chiesto a notte fonda l’ennesima
sospensione del Consiglio per decidere i
nomi al fine di un “supposto” contributo costruttivo, invece abbandonano il Consiglio
causando un vuoto di funzioni costituzionali: infatti, la maggioranza, leggasi
opposizione, continua legittimamente i lavori consiliari, deliberando
“regolarmente” il rinnovo delle commissioni con conseguente decadimento delle
precedenti commissioni. Non avendo, però, il PD fornito i nomi dei suoi
consiglieri rappresentanti, come previsto dallo statuto vigente, le
commissioni, organismi importanti di studio e di consultazioni per la migliore organizzazione dei consigli
comunali, non possono funzionare: il che
blocca, pertanto, l’attività amministrativa della città; in
particolare si rischia uno stallo
di importanti iter amministrativi (per esempio variante del PRG ).
La
città di Vittoria è servita: forse per la prima volta consegue il primato
nazionale di esprimere un Consiglio Comunale inagibile per l’evidente
violazione di un sacrosanto principio di rappresentanza democratica.
Mariella Garofalo e Giuseppe Mustile
(gruppo consiliare di Sinistra Ecologia e libertà)
Vittoria
5/6/14
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