martedì 11 dicembre 2012

Agricoltura al disastro


   Le ragioni della crisi attuale della nostra agricoltura affondano le radici in una polverizzazione produttiva molto accentuata, ma soprattutto nel fatto che l’agricoltura nel nostro Paese è stata considerata storicamente come un comparto da sovvenzionare più che un campo strategico dell’economia, mentre negli altri paesi europei il comparto agricolo viene coccolato e difeso a livello nazionale ed europeo.


   Insomma in Italia tutti hanno avuto interventi straordinari, Banche, Fiat, Alitalia, l’industria, mentre le aziende agricole chiudono una dopo l’altra, mettendo a rischio l’autonomia alimentare del Paese e a nessuno importa niente.

   E’ impressionante che di fronte a una situazione così drammatica per il mondo agricolo a intervenire prontamente siano Paesi come la Francia e la Germania, mentre l’Italia non ha messo in piedi un provvedimento concreto.

   I nostri agricoltori continuano a non saper e a quale santo votarsi, ogni tanto sembra ci siano prese di coscienza collettiva come dimostrano le esperienza di comitati spontanei e di scioperi della fame, che accendono i riflettori sulla questione, ma subito la speranza viene soffocata da logiche trasversali che tendono a trasformare il giusto malcontento degli agricoltori in consenso politico immediato per tutti senza differenziazione e senza assunzione di responsabilità nel nome di una indistinta unità che spesso serve solo a salvare capre e cavoli dei politici locali filo governativi.

   Fino a quando l’agricoltura non sarà pensata come un settore strategico dal governo nazionale non ci sarà via di uscita, perché non si metterà mai mano alla riforma della burocrazia, a provvedimenti per aumentare il potere di contrattazione nei confronti della grande distribuzione come la fissazione di prezzi minimi e tempi decenti, alla riduzione degli oneri sociali e fiscali e all’accesso al credito.


11-12-12                                                                 Enzo Cilia – Consigliere Comunale SEL - Vittoria

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